Il nebbiolo negl'arsi colli
gorgogliando scende,e sotto il duodenale
sciabola e rosseggia il negrar;
ma per le vie del gozzo
dopo i cacciatorini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar.
Gira su' passi offesi
il brillo straparlando
sta l’ubriacon cercando
la tazza di mirar
tra le rossastre labbra
stormi di calici neri,
com'esuli pensieri,
aspettano il cynar.
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