Finita la fase dei versetti e dei suoni gutturali, siamo alle prime sillabazioni.
O meglio, alla prima sillabazione: "ma-".
A un passo dall'estasi la mamma, bruciante secondo posto per il sottoscritto.
Ma non è ancora detto!
Quando Irene si assenta, vado di bombardamento fonetico sul piccolo.
In pratica gli prendo il faccino tra le mani, lo obbligo a fissarmi le labbra e lo tempesto di alternative: "ma-mmut", "ma-chete", "ma-astricht", "ma-icol jackson", "ma-ioliche di Faenza", "ma-remma maiala" (anche solo "ma-iala" va bene).
Nel caso arrivasse a pronunciare per intero la parola "mamma", ho già pronto il secondo raid:
"Mamma... mo' hai rotto!";
"Mamma... questo è stalking!";
"Mamma... ancora una parola e ti denuncio!";
"Mammalucca... cosa ti credevi?";
"Mamma... li Turchi!" (riferito al kebabbaro sotto casa).
Se infine, malauguratamente, dovesse dire "mamma" con tanto di sorrisone e occhi sberluccicanti, allora scatterebbe il Piano C: "Mamma, ragionavo su quanto sei stata fortunata ad incontrare un uomo così!".
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Sono monotona ma ti riscrivo il commento che ho messo nell'altro post. TREMENDO!!!!!!!!!!!!!!!! ahahahahhahaahhahaha
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