Mio figlio ha sette mesi e manifesta un debole per le maniglie.
Ne è fisicamente calamitato: non riesce a non fissarle, toccarle, cicciarle se la distanza lo consente.
Non ha una predilezione particolare di forma o colore.
Finestre, porte, ante, comodini: basta che la superficie sia tondeggiante e lucida perché scatti la morbosa attrazione.
Ipotesi:
- è incuriosito dalla propria immagine riflessa e deformata (seguono quesiti: dato che guarda allo stesso modo me e Irene, com'è che ci vede? Che idea s'è fatto di noi? Mutanti dalle mammelle abnormi e dal naso pronunciato?);- si interroga su ciò che mamma e papà citano di continuo: "Ora giro quella maniglia e me ne vado!" - "Ah, sììì? Sai dove te la puoi mettere quella maniglia?";
- da grande vuole occuparsi di serramenti;
- da grande vuole occuparsi di scassinare serramenti;
- è l'oggetto magico grazie cui raggiungere mondi fantastici al di là dell'uscio, dentro l'armadio o in fondo ai cassetti;
- è l'oggetto reale grazie cui sfuggire da mamma e papà;
- associa inconsciamente alla maniglia l'omonima posizione con cui mamma e papà l'hanno concepito (non chiedetemi quale fosse e come l'avessimo raggiunta).
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