Nei giorni precedenti il parto uno dei pensieri più ricorrenti era quello delle buffonerie che avrei messo in atto pur di far ridere Federico.
Su una in particolare la mia mente zuzzurellona si soffermava di continuo: la famigliola assembrata nella toeletta, lui reduce dal bagnetto in braccio alla mamma, io col phone spento/acceso/spento/acceso sulla sua faccia allo scopo di stupirlo e divertirlo, lui che a ogni getto d'aria si stupisce e diverte sempre più, io che andrei avanti all'infinito mentre Irene mi invita a piantarla.
Dalla fantasticheria si è poi passati alla realtà: la famigliola assembrata nella toeletta, lui reduce dal bagnetto in braccio alla mamma, io col phone spento/acceso/spento/acceso sulla sua faccia, lui che a ogni getto d'aria s'infastidisce e piange sempre più, io che vado avanti all'infinito nonostante Irene mi inviti a piantarla.
È forse il momento di constatare che non sono un buon padre.
In compenso sarei un bravissimo parrucchiatore (torturatore specializzatosi con gli attrezzi da parrucchiere).
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