Gita al lago.
Fede sempre più in fase “Pecché?” di qua “Pecché?” di là “Pecché?” su e “Pecché?” giù.
Improvviso risposte cercando di essere convincente.
Vedo di non esagerare con la fantasia e adduco perfino spiegazioni scientifiche laddove la memoria del liceo me lo consente.
“Pecché sasso cade in aqua?”
“Per la legge di gravitazione universale: esiste una forza che lo attira verso il basso”
“E pecché balca galegia?”
“Per il principio di Archimede: un corpo immerso in un fluido riceve da questo una spinta dal basso verso l'alto uguale al peso del fluido da esso spostato”
“E pecché gabiano ha pesse in bocca?”
“Uh, sempre più difficile, quasi filosofica… E' la catena alimentare... Vedi Fede, c’è una legge non scritta in natura che recita ‘mors tua vita mea’… In pratica ‘uccido per sopravvivere’”
“E pecché quel signole polta i sandali coi calsini bianchi?”
“…”
“Papi?”
“...”
“Papiii???”
“Mi dispiace Fede, ma il papi non ha una risposta per tutto”.
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