Mi chiamo Davide e ho un problema con l'altro.
Non lo reggo ma ne ho bisogno.
Una volta lo reggevo di più, una volta. Altra testa, altra tempra.
Oggi, dopo una serata altrolica, ne pago le conseguenze per giorni e giorni.
Eppure non riesco a farne a meno.
Ho bisogno dell'altro per dimenticare che ho bisogno dell'altro.
Un circolo vizioso.
Anche in casa, di nascosto, apro i social e ricorro all'altro. Come adesso.
Altro richiama altro.
So che mi fa male ma ne sono dipendente: quando non c'è lo cerco; quando c'è mi ci attacco, provo lì per lì sollievo, infine lo maledico.
Forse dovrei frequentare uno di quei gruppi di altrolisti anonimi, veri non virtuali, e presentarmi così: "Mi chiamo Davide e ho un problema con l'altro".
Di fronte a me ci sarebbe l'altro.
Un circolo vizioso appunto.
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È la fase in cui voglio (ri)scoprire con mio figlio tutte le cose della vita che lui ancora non conosce e che noi adulti diamo per scontate....
Auguri!
RispondiEliminaAuguri in leggero ritardo! ;-)
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