In qualcosa evidentemente abbiamo sbagliato noi.
“Andate a fanculo voi”.
A quattro anni.
Com’è possibile? Quando? Dove l’ha sentito? Da chi?
Minimo dalla televisione o da qualche compagno.
“Andate a fanculo voi”.
E noi, appunto, dove eravamo?
Forse è già troppo tardi.
Comunque ci proviamo.
Richiami, rimbrotti, ramanzine; tutto il repertorio insomma di un genitore che prova a rimediare a qualcosa di evidentemente sbagliato.
“Andate a fanculo voi”.
“Eh no, Fede, ora basta! Si dice ‘Andatevene a fanculo’. Cribbio, figlio di insegnanti e così sgrammaticato. Cosa diranno gli altri? Che vergogna!”
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