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mercoledì 12 novembre 2014

Della molestitudine del vicinato

Reduce da una gratuita osservazione condominiale sul fatto che oggi abbiamo bissato a pranzo lo stesso piatto di domenica scorsa (per la serie: e quindi? Niente di meglio che snasare gli odori delle case altrui?), a seguire 6 situazioni avvaloranti il legittimo sospetto che il vicino non si faccia sufficientemente li cazzi propri:
- ai passanti che già fanno per andarsene dopo aver scampanellato a vuoto, giunge all'ultimo dall'oltrecitofono una metallica voce sconosciuta: "L'ho appena sentito tirare lo sciacquone. Tempo del bidè e apre";
- lo spioncino che dà sul pianerottolo s'illumina a ogni girata di maniglia (anche la più vellutata), accostamento di porta (anche il più accompagnato), cigolio di cardine (anche il più insonorizzato). Se sbagliate a uscire e rientrare più volte consecutive, ne deriva un incredibile effetto di stroboscopico lumicino intermittente;
- in occasione del parcheggio di fine giornata, la concentrazione sull'imminente manovra a S è interrotta da un non richiesto nonché urlato dal balcone: "Adesso sterza tutto. Ancora. Ancora. Ok, stop";
- quando fate per aprire la cassetta della posta, vi passa a fianco e dice con nonchalance: "È inutile. Oggi niente";
- al momento del recupero del secchiello dell'umido, lo stesso portato in strada la sera prima debitamente sigillato, vi sentite dire: "Ho notato che questa settimana avete consumato meno carne";
- la mattina dopo aver fatto all'amore, uscite di casa e lo trovate appoggiato allo stipite della porta con un sorrisetto del genere "Eeeh...". Eeeh cosa? Cosa?

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