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domenica 17 ottobre 2021
Countdown
domenica 19 settembre 2021
Per chi suona la campanella?
“Oggi primo giorno. Come è andata a scuola?”
“All’inizio paura. E poi, e poi, e poi…”
“Calma. Respira e parla”
martedì 17 agosto 2021
Patricidio
Fede mi ha ucciso.
Edipicamente intendo.Si è liberato di me.
È successo l'altro giorno in piscina.
Scivolo grande, di quelli che spaventano un bimbo di cinque anni che non sa ancora nuotare.
Nel giro di mezzora siamo passati dal "Non lo faccio, ho paura!" a "Lo faccio solo se lo fai con me".
Con tanto di istinto paterno a far la ruota del pavone.
Questo per i primi tre giri.
Poi è scattato un inaspettato "Adesso lo faccio da solo".
Con tanto di braccino teso a stoppare sulla scaletta la mia salita dietro di lui.
"Aspettami alla fine dello scivolo e prendimi perché c'è l'acqua alta".
Una pugnalata mi avrebbe procurato meno dolore.
Sì, pur sempre una richiesta di esserci, ma ormai il cordone ombelicale era stato reciso.
Di lì a poco non mi avrebbe più voluto nemmeno a fine scivolo.
E a ogni suo passettino sulla scaletta immaginavo già i distacchi successivi: lui che mi chiede di non accompagnarlo più a scuola, lui che mi supplica di non fare più il simpa con i suoi amici, lui che sbatte la porta e se ne va di casa.
Un flusso di pensieri a occhi aperti interrotto solo da un signore che mi passa in braccio Fede dicendomi che stava annaspando nell'acqua alta da una decina di secondi.
mercoledì 30 giugno 2021
Sesto senso
Non sono di quei genitori accecati dall’amore che elogiano il figlio a prescindere.
Volevano vedermi danzare
Nell'ultimo mesetto di scuola, cinque minuti prima della prima lezione a distanza, verso le 8.05 tipo, accendevo la lavagna interattiva di classe e sceglievo da YouTube una canzone che mi facesse compagnia mentre preparavo il da farsi e il da dirsi.
Di solito un pezzo che c’entrasse in qualche modo con la lezione.
Ad esempio “Povera Patria” di Battiato pensando a Foscolo e alle sue frustrazioni risorgimentali. O “Impressioni di Settembre” della P.F.M. per “La pioggia nel pineto” di D’Annunzio. “Sei tutti i miei sbagli” dei Subsonica, “Fuori dal tempo” dei Bluvertigo, “In viaggio” dei C.S.I.
giovedì 13 maggio 2021
Outing
Faccio outing.
Da un po' di mesi vado a scuola così.
Il primo giorno per caso, complice il fatto fossi in ritardo.
Poi c'ho preso gusto.
Letteralmente: con la punta della lingua, mentre spiego, vado a tastare i rimasugli di ciocco-biscotti sparsi tra baffi e angoli della bocca.
Tanto con la mascherina non si nota.
È il momento in cui i ragazzi mi vedono socchiudere gli occhi.
Pensano sia la lettura di Dante a ispirarmi.
In realtà è la gocciola che mi cala giù per il gargarozzo.
Sarà dura tornare alla normalità.
Massima boomerang
Lezione on line.
Trattando di un autore e delle sterili polemiche cui fu sottoposta la sua opera, mi è venuto di citare la massima per cui non vale la pena rispondere e un idiota visto che la gente potrebbe non notare la differenza.
giovedì 6 maggio 2021
Ripassare giocando
giovedì 25 marzo 2021
Viva la Vita!
Zitti e accesi!
P.s. Non dico ‘cazzo’, ma fa decisamente più rock.
mercoledì 17 marzo 2021
Non è ancora tornata
Gasarsi davanti ai morti
domenica 28 febbraio 2021
Precoce
Sono di là che lavoro.
giovedì 25 febbraio 2021
"Cazzo fate?" e del come il Covid condizioni la psiche
Ci vediamo ieri
Fede confonde domani con ieri.
A livello di linguaggio proprio.
Tipo “Domani ho mangiato la torta” o “Il giorno prima di domani sono andato all’asilo”.
All’inizio sorvolavo, imponendomi almeno con lui di non fare il professore pedante.
“A tempo debito c’arriverà da solo” mi dicevo.
Stamattina non ho resistito e gli ho imposto una lezioncina sull’uso corretto degli avverbi di tempo in italiano.
“Sei tu che non capisci, papà. Quando io dico ‘Domani ho mangiato la torta’ intendo sostenere che le azioni del passato hanno un’inevitabile ripercussione su quelle del futuro. Ad esempio, se ho mangiato la torta e non l’ho digerita, stai pur certo che domani ci penserò due volte prima di mangiarne un’altra. Ieri e domani sono strettamente interconnessi. Al punto che l’oggi non esiste, o meglio esiste solo in quanto effimero momento di raccordo tra ciò che è già stato e ciò che quindi sarà”.
Gli ho chiesto praticamente scusa.
Mi ha quasi convinto.
Roba da rinnegare quanto creduto fino a ieri. O domani?
E chi ci capisce più niente.
Ma oggi non ci voglio pensare.
Anche perché l’oggi non esiste.
giovedì 21 gennaio 2021
Non generalizziamo
È notizia di ieri di un professore beccato fare sesso dai suoi studenti perché si era scordato di spegnere la telecamera del pc una volta finita la lezione on line.
Ecco, non vorrei che i miei ragazzi generalizzassero e mitizzassero.
Alla fine delle parole
Il senso di ognuno per la neve
Farfallo
domenica 27 dicembre 2020
Proud of him
Scena: mamma Irene, Fede e cuginetta ospite che fanno i biscotti mentre scelgono una canzone a testa su Spotify (io sullo sfondo litigo coll'assemblaggio dei regali-gioco di S. Lucia).Comincia mamma Irene e mette uno scanzonato Jingle Bell Rock per creare atmosfera.
È il turno della cuginetta che sceglie le zuccherose melodie di Rapunzel della Disney.
Tocca a Fede e piazza London Calling dei Clash.
Così, senza senso (almeno per gli altri).
lunedì 14 dicembre 2020
Care vecchie paure
Adesso anche la nebbia, un tempo fantomatico mistero, mi appare un muro appiccicaticcio di particelle virali, che da incorporee han deciso di rendersi minacciosamente visibili.
venerdì 13 novembre 2020
Che bel fiore
Che fare?
La scorsa primavera il lockdown mi colse alla sprovvista.
Stavolta no.
Per quanto ancora
“Papi”
“Sì?”
“Andrà avanti ancora tanto?”
“Non lo so, Fede, non lo so. Diciamo che il virus Coronello - te lo ricordi? - si sta rivelando un avversario duro da battere”
“Mi riferivo alla mamma”
giovedì 15 ottobre 2020
Sotto un accento sbagliato
Un po' pattume, un po'...



















