Ormai è diventato un gioco tra me e Irene.
Finita la doccia e asciugati i capelli, lei prova a indovinare quale tipo di musica abbia fatto da sottofondo al mio appuntamento con l'igiene (e c'azzecca sempre!).
Tutto nasce dal fatto che, se è proverbiale "cantare sotto la doccia", per me lo è anche agitare le mani sulle note della stazione-radio scelta a caso con un giro-roulette della manopola un attimo prima di finire sotto lo sbruffino. Mani che un attimo dopo si lasciano possedere dal pezzo in onda e shampano a ritmo la zazzera determinandone forma e voluminosità.
Capita così che, terminate le operazioni di rito (sfregamento compulsivo del cuoio capelluto, insalviettamento tipo Wanda Osiris, ingellamento stile Grease e asciugamento by phone), non faccio in tempo a raggiungere Irene in cucina che subito lei: "Rock!" (ciuffo tirabaci alla Elvis), "Jazz!" (capelli arruffati da jam session), "Blues!" (acconciatura malinconica), "Radio Maria!" (caschetto da cresimando) e così via fino al bulbo tamarrato passando per il cotonato alla Nilla Pizzi.
Il problema è quando tra prima e seconda passata cambia il pezzo e soprattutto il genere: i capelli restano in un limbo indefinito che mette alla prova le capacità divinatorie di Irene.
Ma l'altra sera mi ha stupito: "Mazurka-Punk!".
(Ci siamo immaginati Raul Casadei frontman strafatto dei Sex Pistols, ci abbiamo riso sopra, abbiamo smesso all'improvviso, ci siamo eccitati parecchio).
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