Da amante e studioso della Storia, non mi era mai riuscito di capire quei grafici che, in occasione delle più celebri pestilenze dell'umanità (Atene 430 a.C., Firenze 1348, Milano 1630), mostravano un vertiginoso aumento delle scomposizioni familiari una volta superato l'evento.Ma come? Scampato il pericolo, invece di fortificarsi nell'unione dopo giorni di convivenza forzata, 24 ore su 24 a stretto contatto, minuto dopo minuto nella stessa casa-rifugio, ci si diceva addio e ognuno per la propria strada.
Disgregante anziché collante.
Non mi tornava, non me ne capacitavo.
Da un paio di settimane mi è tutto più chiaro.
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