Roma, clandestino di 106 anni ottiene il permesso di soggiorno
Alla domanda dei giornalisti su quanto tempo effettivo avesse trascorso in clandestinità all'oscuro di tutto e di tutti, l'ineffabile vegliardo ha fatto sfoggio del suo italiano venato di arcaismi e ha adoperato parole di riconciliazione per quello Stato che fino a un recente passato l'ha tanto inseguito e braccato: "Non è tempo di recriminazione bensì di rappacificazione. Per questa ragione non serbo alcun rancore nei confronti degli onorevoli Depretis e Giolitti cui non vedo l'ora di stringer personalmente la mano in segno di concordia ritrovata. Viva il re, lunga vita alla monarchia!".
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