"Nene, e se ci sposassimo prima che tutto sia finito?"
"Finito l'amore o finito il mondo?"
"Non è forse la stessa cosa?"
"Risposta non so se romantica o idiota... E poi sai che in questo momento è vietata ogni cerimonia pubblica"
"..."
"Lo sapevi! Lo sapevi e me lo hai chiesto lo stesso! E io che per un istante..."
"..."
"Stronzo!"
"Puoi ripetere?"
"Stronzo!"
"Ah, ok. Per un attimo avevo temuto che il virus avesse modificato le mie abitudini, il mio modo d'essere, la mia natura"
"Stronzo all'ennesima potenza allora"
"Grazie. Il coronavirus non ci cambierà!"
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mercoledì 11 marzo 2020
martedì 3 marzo 2020
Punk's not dead
Al decimo giorno di emergenza sanitaria mi son chiesto cosa avesse capito Fede dell'eccezionalità del momento.
Niente asilo, tizi in giro con la mascherina, familiari in casa che si parlano a due metri di distanza (la novità è che si parlano).
Pretenzioso aspettarsi una risposta a "Cos'è il coronavirus?".
Gli ho chiesto allora di disegnarlo.
Praticamente un punk strafatto con le pupille dilatate e le braccia conserte dietro la schiena a osservare perplesso l'isteria collettiva.
Niente asilo, tizi in giro con la mascherina, familiari in casa che si parlano a due metri di distanza (la novità è che si parlano).
Pretenzioso aspettarsi una risposta a "Cos'è il coronavirus?".
Gli ho chiesto allora di disegnarlo.
Praticamente un punk strafatto con le pupille dilatate e le braccia conserte dietro la schiena a osservare perplesso l'isteria collettiva.
mercoledì 26 febbraio 2020
E' tempo
Ho visto influenze di stagione assurgere al rango di epidemie virali.
Esperti online di bricolage e torte al porro fare diagnosi e dettare consigli su come sopravvivere al flagello.
Ho visto giornalisti e politici avvoltoi avventarsi sulla carcassa della verità per lucrarne audience e consenso.
Mascherine by Muciaccia schizzare alle stelle e tossici sotto i ponti farsi di amuchina.
Ho visto penne lisce abbandonate sugli scaffali di supermercati svuotati perché va bene morire di fame ma con dignità.
Coprifuoco ai bar oltre le ore 18 quando è risaputo che le più grandi tazzatrici e untrici sono le vecchiette del Negroni delle ore 11.
Ho visto rispettabili cittadini costretti in casa coi parenti stile neverending pranzodiNatale lanciarsi in strada a petto nudo invocando il virus come minore dei mali.
E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come starnuti nella folla.
È tempo di uscire.
Esperti online di bricolage e torte al porro fare diagnosi e dettare consigli su come sopravvivere al flagello.
Ho visto giornalisti e politici avvoltoi avventarsi sulla carcassa della verità per lucrarne audience e consenso.
Mascherine by Muciaccia schizzare alle stelle e tossici sotto i ponti farsi di amuchina.
Ho visto penne lisce abbandonate sugli scaffali di supermercati svuotati perché va bene morire di fame ma con dignità.
Coprifuoco ai bar oltre le ore 18 quando è risaputo che le più grandi tazzatrici e untrici sono le vecchiette del Negroni delle ore 11.
Ho visto rispettabili cittadini costretti in casa coi parenti stile neverending pranzodiNatale lanciarsi in strada a petto nudo invocando il virus come minore dei mali.
E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo come starnuti nella folla.
È tempo di uscire.
Il terzo segreto
Riavvolgendo il nastro.
Il Papa a inizio anno schiaffeggia in modo poco papale la mano di una fedele orientale, sottolineo orientale, che cercava di attirarlo a sé.
Dubbio postumo: cosa sapeva già allora il Santo Padre sul coronavirus che noi non sapevamo?
Perché non l'ha condiviso?
Forse il terzo segreto di Fatima?
Il cui anagramma tra l'altro è Af Tiam, vale a dire il nome del paziente cinese numero zero.
E mi fermo qua perché mi faccio paura da solo.
Il Papa a inizio anno schiaffeggia in modo poco papale la mano di una fedele orientale, sottolineo orientale, che cercava di attirarlo a sé.
Dubbio postumo: cosa sapeva già allora il Santo Padre sul coronavirus che noi non sapevamo?
Perché non l'ha condiviso?
Forse il terzo segreto di Fatima?
Il cui anagramma tra l'altro è Af Tiam, vale a dire il nome del paziente cinese numero zero.
E mi fermo qua perché mi faccio paura da solo.
La sete ai tempi del coronavirus
Non so voi, ma io in via precauzionale sto stipando birra in cantina come se non ci fosse un domani.
Che se non ci fosse, un domani, significherebbe berla tutta entro oggi.
E non accorgersi che arriva domani.
E vincere la morte da sbronzi.
O morire vinti dalla sbronza.
Che poi è la stessa cosa.
Che se non ci fosse, un domani, significherebbe berla tutta entro oggi.
E non accorgersi che arriva domani.
E vincere la morte da sbronzi.
O morire vinti dalla sbronza.
Che poi è la stessa cosa.
domenica 9 febbraio 2020
La nevicata dell'85
In questi giorni cade il 35mo anniversario della nevicata dell'85.
Avevo 6 anni.
Della nevicata dell'85 ricordo che nell'86 tutti a chiedere: "Te la ricordi la nevicata dell'85?"
Stessa domanda nell'87, nell'88 e così via fino al 35mo anniversario della nevicata dell'85.
Non ricordo altro.
Rispondo "sì" per educazione, per non deludere le aspettative altrui, per non sentirmi escluso dall'esclusivo club di quelli che c'erano e condividono il ricordo della nevicata dell'85.
Ma io non ricordo nulla della nevicata dell'85.
Io mi ricordo delle domande successive alla nevicata dell'85.
Tipo: "Te la ricordi la nevicata dell'85?"
Avevo 6 anni.
Della nevicata dell'85 ricordo che nell'86 tutti a chiedere: "Te la ricordi la nevicata dell'85?"
Stessa domanda nell'87, nell'88 e così via fino al 35mo anniversario della nevicata dell'85.
Non ricordo altro.
Rispondo "sì" per educazione, per non deludere le aspettative altrui, per non sentirmi escluso dall'esclusivo club di quelli che c'erano e condividono il ricordo della nevicata dell'85.
Ma io non ricordo nulla della nevicata dell'85.
Io mi ricordo delle domande successive alla nevicata dell'85.
Tipo: "Te la ricordi la nevicata dell'85?"
giovedì 30 gennaio 2020
I'm still Alive
Serenità è:
- Fede al tavolo che disegna;
- la mamma in libera uscita;
- io che spadello mentre in sottofondo la radio passa i Pearl Jam.
Felicità è:
- Fede che alza gli occhi dal foglio e chiede: "Ma sono i Pe'Gieem?"
- Fede al tavolo che disegna;
- la mamma in libera uscita;
- io che spadello mentre in sottofondo la radio passa i Pearl Jam.
Felicità è:
- Fede che alza gli occhi dal foglio e chiede: "Ma sono i Pe'Gieem?"
domenica 26 gennaio 2020
Gesù, ma chi li ha?
Scartabellando sul computer tra vecchi file scolastici, ho trovato un video di sei-sette anni fa in cui due studentesse, allora alle Medie, spiegavano tra trucco e parrucco la trama dei Promessi Sposi.
Ora vestite da Don Abbondio, ora da Lucia Mondella.
Divertendosi e divertendo.
In poche sequenze la spensieratezza e la complicità dei dodici anni.
Stamattina ho chiesto a quella delle due che è ancora mia studentessa, ora alle Superiori, che fine avesse fatto la compagna-amica di allora.
La risposta raccontava in sintesi di un altro percorso scolastico, di altre amicizie, di un’altra vita insomma.
“Sa com’è, prof... A volte le cose vanno così, magari senza volerlo. Semplicemente avvengono”.
In poche parole la disillusione e la solitudine dei diciotto anni.
“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, ma chi li ha?” (cit.)
Ora vestite da Don Abbondio, ora da Lucia Mondella.
Divertendosi e divertendo.
In poche sequenze la spensieratezza e la complicità dei dodici anni.
Stamattina ho chiesto a quella delle due che è ancora mia studentessa, ora alle Superiori, che fine avesse fatto la compagna-amica di allora.
La risposta raccontava in sintesi di un altro percorso scolastico, di altre amicizie, di un’altra vita insomma.
“Sa com’è, prof... A volte le cose vanno così, magari senza volerlo. Semplicemente avvengono”.
In poche parole la disillusione e la solitudine dei diciotto anni.
“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, ma chi li ha?” (cit.)
venerdì 17 gennaio 2020
Le correzioni
In qualcosa evidentemente abbiamo sbagliato noi.
“Andate a fanculo voi”.
A quattro anni.
Com’è possibile? Quando? Dove l’ha sentito? Da chi?
Minimo dalla televisione o da qualche compagno.
“Andate a fanculo voi”.
E noi, appunto, dove eravamo?
Forse è già troppo tardi.
Comunque ci proviamo.
Richiami, rimbrotti, ramanzine; tutto il repertorio insomma di un genitore che prova a rimediare a qualcosa di evidentemente sbagliato.
“Andate a fanculo voi”.
“Eh no, Fede, ora basta! Si dice ‘Andatevene a fanculo’. Cribbio, figlio di insegnanti e così sgrammaticato. Cosa diranno gli altri? Che vergogna!”
“Andate a fanculo voi”.
A quattro anni.
Com’è possibile? Quando? Dove l’ha sentito? Da chi?
Minimo dalla televisione o da qualche compagno.
“Andate a fanculo voi”.
E noi, appunto, dove eravamo?
Forse è già troppo tardi.
Comunque ci proviamo.
Richiami, rimbrotti, ramanzine; tutto il repertorio insomma di un genitore che prova a rimediare a qualcosa di evidentemente sbagliato.
“Andate a fanculo voi”.
“Eh no, Fede, ora basta! Si dice ‘Andatevene a fanculo’. Cribbio, figlio di insegnanti e così sgrammaticato. Cosa diranno gli altri? Che vergogna!”
giovedì 2 gennaio 2020
Coppia continua
Per durare come coppia bisogna sapere quando litigare.
Il momento esatto.
Perché alle coppie che non litigano io non credo.
Men che meno a quelle che lo fanno di continuo.
Se fosse un costante botta-risposta tanto varrebbe non scommettere nemmeno sulla durata della relazione.
E allora diventa importante il quando.
Io ad esempio mando giù mando giù e aspetto il momento giusto per dare di matto.
Possono passare anche giorni ma prima o poi l’occasione arriva.
È quando Irene, magari in piena fase di convivenza pacifica, butta lì un innocuo “Vado in bagno perché mi scappa forte forte”.
A quel punto le rinfaccio all’improvviso tutti i torti e le incomprensioni accumulati da giorni e giorni.
Un crescendo di sfogo che se ne frega della sua faccia stupita e termina con un secco “Ma vai a cagare, vai”.
Lei è presa in contropiede e non sa come interpretare il mio invito finale.
Nell’incertezza, e nel bisogno, va in bagno senza forza di replicare.
Poi torna e non osa chiarire il dubbio.
Io mi sento liberato.
Lei anche.
La coppia continua.
Il momento esatto.
Perché alle coppie che non litigano io non credo.
Men che meno a quelle che lo fanno di continuo.
Se fosse un costante botta-risposta tanto varrebbe non scommettere nemmeno sulla durata della relazione.
E allora diventa importante il quando.
Io ad esempio mando giù mando giù e aspetto il momento giusto per dare di matto.
Possono passare anche giorni ma prima o poi l’occasione arriva.
È quando Irene, magari in piena fase di convivenza pacifica, butta lì un innocuo “Vado in bagno perché mi scappa forte forte”.
A quel punto le rinfaccio all’improvviso tutti i torti e le incomprensioni accumulati da giorni e giorni.
Un crescendo di sfogo che se ne frega della sua faccia stupita e termina con un secco “Ma vai a cagare, vai”.
Lei è presa in contropiede e non sa come interpretare il mio invito finale.
Nell’incertezza, e nel bisogno, va in bagno senza forza di replicare.
Poi torna e non osa chiarire il dubbio.
Io mi sento liberato.
Lei anche.
La coppia continua.
sabato 21 dicembre 2019
Teoria dei quanti
"Pa', perché è così grosso al mattino?"
"Questione di ereditarietà"
"Capita anche a te?"
"Non solo al mattino"
"E come si sgonfia?"
"Lo scoprirai tra dieci anni"
"E tu?"
"Tra dieci anni sarà solo un ricordo"
"E la mamma?"
"A quel punto deciderà cosa fare"
"No, dico: alla mamma non diventa grosso?"
"Alla mamma manca"
"Davvero?"
"Non sai quanto"
"E allora come ho fatto a entrare nella sua pancia?"
"Un minuto scarso"
"Non ho chiesto quanto!"
"Dieci centimetri scarsi"
"Non capisco"
"Nemmeno io ma me ne sono fatto una ragione"
"Tu e la mamma vi volete bene?"
"Facciamo forza comune contro le avversità delle vita"
"Cioè?"
"Paghiamo le tasse insieme"
"Tu mi vuoi bene?"
"Tantissimissimo. E tu a me?"
"Meno"
"Ah..."
"No, esci dal bagno che adesso meno"
"Uau, precoce"
"Come te"
"Te l'ha detto la mamma?"
"Un minuto scarso"
"Non ho chiesto quanto".
"Questione di ereditarietà"
"Capita anche a te?"
"Non solo al mattino"
"E come si sgonfia?"
"Lo scoprirai tra dieci anni"
"E tu?"
"Tra dieci anni sarà solo un ricordo"
"E la mamma?"
"A quel punto deciderà cosa fare"
"No, dico: alla mamma non diventa grosso?"
"Alla mamma manca"
"Davvero?"
"Non sai quanto"
"E allora come ho fatto a entrare nella sua pancia?"
"Un minuto scarso"
"Non ho chiesto quanto!"
"Dieci centimetri scarsi"
"Non capisco"
"Nemmeno io ma me ne sono fatto una ragione"
"Tu e la mamma vi volete bene?"
"Facciamo forza comune contro le avversità delle vita"
"Cioè?"
"Paghiamo le tasse insieme"
"Tu mi vuoi bene?"
"Tantissimissimo. E tu a me?"
"Meno"
"Ah..."
"No, esci dal bagno che adesso meno"
"Uau, precoce"
"Come te"
"Te l'ha detto la mamma?"
"Un minuto scarso"
"Non ho chiesto quanto".
venerdì 22 novembre 2019
Sfondare
Questa maglia me la autografò Ruud Gullit a Milanello nell’87.
Era da poco arrivato in Italia e prometteva già grandi cose.
Un dono per il piccolo Davide, allora tifoso sfegatato, che ai tempi prometteva già generiche cose.
Poi non ho sfondato.
Tranne un paio di volte al pub qualche anno dopo.
Ora io la consegno a te.
Augurandoti la stessa cosa.
Magari cambiando pub ché tuttora non mi ci fanno entrare.
Era da poco arrivato in Italia e prometteva già grandi cose.
Un dono per il piccolo Davide, allora tifoso sfegatato, che ai tempi prometteva già generiche cose.
Poi non ho sfondato.
Tranne un paio di volte al pub qualche anno dopo.
Ora io la consegno a te.
Augurandoti la stessa cosa.
Magari cambiando pub ché tuttora non mi ci fanno entrare.
domenica 20 ottobre 2019
Tatù per me
Mi sono accorto che Irene è più brava di me a ritagliarsi dei momenti per sé.
Che sia shopping, estetista, uscita con le amiche o birdwatching notturno nel bosco mi appioppa Federico e va. Senza troppi rimorsi o patemi.
Io no: mi sento in colpa solo a pensarlo.
Ieri pomeriggio la svolta: me ne sono fregato, ho appioppato io e mi sono dedicato a me stesso.
Ma non sapevo come.
Allora ho improvvisato questo sull’avambraccio sinistro.
Piace?
Premetto che non è ancora finito.
Che sia shopping, estetista, uscita con le amiche o birdwatching notturno nel bosco mi appioppa Federico e va. Senza troppi rimorsi o patemi.
Io no: mi sento in colpa solo a pensarlo.
Ieri pomeriggio la svolta: me ne sono fregato, ho appioppato io e mi sono dedicato a me stesso.
Ma non sapevo come.
Allora ho improvvisato questo sull’avambraccio sinistro.
Piace?
Premetto che non è ancora finito.
venerdì 11 ottobre 2019
Però so
Deludere (ancora) tuo figlio di tre anni e mezzo.
Montagna, fiume, greto, sassi.
A un certo punto un altro papà poco lontano mostra a suo figlio come far saltare un sasso più e più volte sulla superficie dell’acqua.
“Papi anche tu!!!” - mi incita Fede.
Non sono mai stato capace.
Al massimo due volte se beccavo in mare la schiena levigata di un bagnante.
“Vedi Fede, se tutti facessero così non rimarrebbero più ciottoli e questo sconvolgerebbe l’ecosistema del territorio. Il fiume strariperebbe, prati e strade si allagherebbero, i piranha divorerebbero le mucche...”
“Papi anche tu!!!”
Ci provo.
Plof.
Delusione sul volto di Fede.
Per me.
“Però so bere una birra non toccando praticamente la schiuma nella parte alta del bicchiere. Cioè, svuoto il bicchiere e lascio la schiuma ancora intatta sopra”.
Ammirazione sul volto di Fede.
Per l’altro.
Montagna, fiume, greto, sassi.
A un certo punto un altro papà poco lontano mostra a suo figlio come far saltare un sasso più e più volte sulla superficie dell’acqua.
“Papi anche tu!!!” - mi incita Fede.
Non sono mai stato capace.
Al massimo due volte se beccavo in mare la schiena levigata di un bagnante.
“Vedi Fede, se tutti facessero così non rimarrebbero più ciottoli e questo sconvolgerebbe l’ecosistema del territorio. Il fiume strariperebbe, prati e strade si allagherebbero, i piranha divorerebbero le mucche...”
“Papi anche tu!!!”
Ci provo.
Plof.
Delusione sul volto di Fede.
Per me.
“Però so bere una birra non toccando praticamente la schiuma nella parte alta del bicchiere. Cioè, svuoto il bicchiere e lascio la schiuma ancora intatta sopra”.
Ammirazione sul volto di Fede.
Per l’altro.
mercoledì 25 settembre 2019
Dimostrazione
Un paio di settimane fa ho letto su una rivista scientifica un articolo secondo cui le patatine che stanno nella ciotolina-aperitivo del bar contengono un'elevata quantità di tracce di urina di persone che, dopo essere state in bagno, tornano al bancone senza aver lavato le mani.
Non ci volevo credere.
Mi sembrava il solito allarmismo da no-vax e terrapiattisti.
Per un appassionato di San Carlo unte e croccanti come me poi.
Ieri, visto che ero al bar, ho voluto sincerarmi di persona: sono andato alla toilette, ho fatto la pipì e senza lavare le mani son tornato al bancone a spizzicare.
Insomma, è vero.
Non ci volevo credere.
Mi sembrava il solito allarmismo da no-vax e terrapiattisti.
Per un appassionato di San Carlo unte e croccanti come me poi.
Ieri, visto che ero al bar, ho voluto sincerarmi di persona: sono andato alla toilette, ho fatto la pipì e senza lavare le mani son tornato al bancone a spizzicare.
Insomma, è vero.
giovedì 19 settembre 2019
In un'altalena sola
Niente può esprimere la solitudine dell'Uomo sulla Terra come l'espressione vacua di un padre che dopo tre ore di spinte all'altalena alla festa dell'oratorio cerca lo sguardo complice di un parente (fino al 7° grado) disponibile a dargli il cambio.
Niente.
Schiene che si girano, occhi che si abbassano, genealogie che si evirano.
Tutti pronti a cogliere le risate spensierate del figlio.
Nessuno che si accorge delle spinte via via più nervose del padre.
Gioia e dolore in un'altalena sola.
Niente.
Schiene che si girano, occhi che si abbassano, genealogie che si evirano.
Tutti pronti a cogliere le risate spensierate del figlio.
Nessuno che si accorge delle spinte via via più nervose del padre.
Gioia e dolore in un'altalena sola.
venerdì 13 settembre 2019
Quelli che
Memore dello scorso anno scolastico e all'inizio del nuovo, oggi ho concordato coi ragazzi i seguenti nuovi gironi dell'Inferno dantesco:
- quelli che entrano puntualmente un minuto dopo il suono della campana “perché, dai profe, la prima sigaretta della giornata va gustata lentamente” (girone di coloro che sanno ancora di omogeneizzato e già si incatramano il palato);
- quelli per cui la giustifica dell’assenza è un optional (girone dei tanto un domani strizzerò l’occhio al datore di lavoro e lui capirà);
- quelli che alla richiesta dei compiti rispondono “Profe, ho fatto tutto tranne...” segue elenco interminabile di cose non fatte (girone dei tanto vale dire: “Profe, sarò onesto con Lei, ieri pomeriggio, in un momento di social in down e di noia esistenziale, mi sono dedicato per un attimo a un esercizio”);
- quelli che di fronte all’errore ortografico di compito svolto sull’iPad rispondono: “È stato il correttore automatico” (girone di coloro che nella vita vera andranno in crisi causa mancanza di correttori automatici là fuori);
- quelli che durante i temi in classe chiedono ogni due per tre “Profe, un sinonimo di... e uno di... e questo è giusto scritto così?..” (girone dei dizionari da casa questi sconosciuti);
- quelli che copiano non so come ma non si degnano nemmeno di ritoccare la copiatura noticine di Wikipedia comprese (girone degli scaltri nonché scazzati);
- quelli che giocano il jolly in occasione delle interrogazioni (girone di coloro che chiedono anche una vocale, usano lo switch e invocano l’aiuto del bidello);
- quelli che erano volontari ma all’ultimo si tirano indietro gettando nel panico il resto della classe (girone degli infami);
- quelli che, se estratti, non escono perché “tanto non so nulla” (girone di coloro che non ci provano nemmeno);
- quelli che, se estratti, escono ma si arrampicano sui vetri in un modo che neanche Spiderman sull’Empire State (girone dei senza vergogna);
- quelli che spoilerano i finali di film, serie televisive e fumetti (girone di coloro che non spoilerano i finali dei libri perché chi ci è mai arrivato al finale di un libro);
- quelli che si fanno prestare oggettistica varia di cancelleria (biro, fogli, gomme, quaderni, righelli, sbianchetti) e non restituiscono mai nulla (girone di coloro che a fine anno potrebbero benissimo aprire una cartolibreria);
- quelli che intervengono ad minchiam interrompendo la spiegazione, esempio: “Profe, a proposito di Dante, ha visto ieri l’Atalanta?” (girone degli opportuni, dei pertinenti e dei ‘Magica Dea sempre!”);
- quelli che ripetono “Bella zio!” per più di diciassette volte in una mattinata scolastica (girone dei poveri di lessico);
- quelli che argomentano come fossero su un social, cioè per sentito dire, emulazione, credulità, frasi fatte e luoghi comuni (girone dei poveri di spirito);
- quelli che usano in una stessa frase per più di 5 volte la parola ‘coso’ e derivati, esempio: “Prof, coso non mi ha passato la cosa, quindi non ho potuto cosare le cose, altrimenti le avrei cosate di sicuro” (coso dei cosi).
- quelli che entrano puntualmente un minuto dopo il suono della campana “perché, dai profe, la prima sigaretta della giornata va gustata lentamente” (girone di coloro che sanno ancora di omogeneizzato e già si incatramano il palato);
- quelli per cui la giustifica dell’assenza è un optional (girone dei tanto un domani strizzerò l’occhio al datore di lavoro e lui capirà);
- quelli che alla richiesta dei compiti rispondono “Profe, ho fatto tutto tranne...” segue elenco interminabile di cose non fatte (girone dei tanto vale dire: “Profe, sarò onesto con Lei, ieri pomeriggio, in un momento di social in down e di noia esistenziale, mi sono dedicato per un attimo a un esercizio”);
- quelli che di fronte all’errore ortografico di compito svolto sull’iPad rispondono: “È stato il correttore automatico” (girone di coloro che nella vita vera andranno in crisi causa mancanza di correttori automatici là fuori);
- quelli che durante i temi in classe chiedono ogni due per tre “Profe, un sinonimo di... e uno di... e questo è giusto scritto così?..” (girone dei dizionari da casa questi sconosciuti);
- quelli che copiano non so come ma non si degnano nemmeno di ritoccare la copiatura noticine di Wikipedia comprese (girone degli scaltri nonché scazzati);
- quelli che giocano il jolly in occasione delle interrogazioni (girone di coloro che chiedono anche una vocale, usano lo switch e invocano l’aiuto del bidello);
- quelli che erano volontari ma all’ultimo si tirano indietro gettando nel panico il resto della classe (girone degli infami);
- quelli che, se estratti, non escono perché “tanto non so nulla” (girone di coloro che non ci provano nemmeno);
- quelli che, se estratti, escono ma si arrampicano sui vetri in un modo che neanche Spiderman sull’Empire State (girone dei senza vergogna);
- quelli che spoilerano i finali di film, serie televisive e fumetti (girone di coloro che non spoilerano i finali dei libri perché chi ci è mai arrivato al finale di un libro);
- quelli che si fanno prestare oggettistica varia di cancelleria (biro, fogli, gomme, quaderni, righelli, sbianchetti) e non restituiscono mai nulla (girone di coloro che a fine anno potrebbero benissimo aprire una cartolibreria);
- quelli che intervengono ad minchiam interrompendo la spiegazione, esempio: “Profe, a proposito di Dante, ha visto ieri l’Atalanta?” (girone degli opportuni, dei pertinenti e dei ‘Magica Dea sempre!”);
- quelli che ripetono “Bella zio!” per più di diciassette volte in una mattinata scolastica (girone dei poveri di lessico);
- quelli che argomentano come fossero su un social, cioè per sentito dire, emulazione, credulità, frasi fatte e luoghi comuni (girone dei poveri di spirito);
- quelli che usano in una stessa frase per più di 5 volte la parola ‘coso’ e derivati, esempio: “Prof, coso non mi ha passato la cosa, quindi non ho potuto cosare le cose, altrimenti le avrei cosate di sicuro” (coso dei cosi).
giovedì 12 settembre 2019
Primo giorno
“Buongiornooo”
“‘Giorno”
“Ehi, cos’è ‘sto tono? Oggi è un giorno bello perché ricomincia scuola”
“Non ho voglia”
“Ma sì, dai! Bimbi, maestre, bidelle. Tutti!”
“E le mamme?”
“Anche le mamme, certo!”
“Uhmmm... Non mi interessa lo stesso”
“Ritrovarsi, raccontare l’estate, ridere, crescere insieme”
“Chissenefrega!”
“Ehi, le parole!”
“Voglio rimanere a casa!”
“Eh no, hai riposato abbastanza. Basta tablet e televisione, ora un po’ di regoline e impegno”
“Non vogliooo!”
“‘Non voglio’ non esiste! Dai che è tardi!”
“Nooooooo”
“Papi, niente capricci: accompagnami all’asilo e poi fila a scuola!”
“‘Giorno”
“Ehi, cos’è ‘sto tono? Oggi è un giorno bello perché ricomincia scuola”
“Non ho voglia”
“Ma sì, dai! Bimbi, maestre, bidelle. Tutti!”
“E le mamme?”
“Anche le mamme, certo!”
“Uhmmm... Non mi interessa lo stesso”
“Ritrovarsi, raccontare l’estate, ridere, crescere insieme”
“Chissenefrega!”
“Ehi, le parole!”
“Voglio rimanere a casa!”
“Eh no, hai riposato abbastanza. Basta tablet e televisione, ora un po’ di regoline e impegno”
“Non vogliooo!”
“‘Non voglio’ non esiste! Dai che è tardi!”
“Nooooooo”
“Papi, niente capricci: accompagnami all’asilo e poi fila a scuola!”
mercoledì 11 settembre 2019
?
Ora siamo alla fase dei “Perché?” all’ennesima potenza.
Perché questo, perché quello, perché sempre.
All’improvviso, di continuo, per cose che fino al giorno prima non avevano bisogno di spiegazioni.
Come se tutto andasse per forza sviscerato e capito.
E niente accettato semplicemente per quello che è.
Oppure affidato consciamente al regno del mistero, che poi è il sale della vita.
La notte appena passata ad esempio.
A un certo punto, saranno state le 2.30:
“Perché sei tornato a casa così tardi? Perché mi avevi detto ‘scendo a portare l’umido e torno’? Perché ti ho aspettato coccolosa sul divano per ore e ore? Perché non rispondevi al telefonino? Perché potrei ubriacarmi di birra solo a inalare il tuo respiro? Perché hai un sorriso ebete sulla faccia che si vede anche al buio? Perché mormoravi un nome che non era il mio? Perché...?”
Sta crescendo troppo in fretta.
Perché questo, perché quello, perché sempre.
All’improvviso, di continuo, per cose che fino al giorno prima non avevano bisogno di spiegazioni.
Come se tutto andasse per forza sviscerato e capito.
E niente accettato semplicemente per quello che è.
Oppure affidato consciamente al regno del mistero, che poi è il sale della vita.
La notte appena passata ad esempio.
A un certo punto, saranno state le 2.30:
“Perché sei tornato a casa così tardi? Perché mi avevi detto ‘scendo a portare l’umido e torno’? Perché ti ho aspettato coccolosa sul divano per ore e ore? Perché non rispondevi al telefonino? Perché potrei ubriacarmi di birra solo a inalare il tuo respiro? Perché hai un sorriso ebete sulla faccia che si vede anche al buio? Perché mormoravi un nome che non era il mio? Perché...?”
Sta crescendo troppo in fretta.
domenica 8 settembre 2019
Gaffes
Post-piscina.Spogliatoio maschi.
Fase lavaggio-asciugaggio-vestizione creatura.
Impegnativa ma tutto liscio.
Fino a quando Fede scorge il vicino di panca.
Lo indica e sbotta: "Signole ciccione!"
Avrei voluto sprofondare.
In millesimi di secondo a chiedermi dove avessi sbagliato, quali mancanze, che cattivi insegnamenti.
"Signore" a un giovane di neanche vent'anni.
Quando capita a me, oggi che ne ho quaranta, mi immalinconisco ancora di brutto.
Figuriamoci a un ragazzo di venti.
Gli ho chiesto scusa naturalmente.
E coll'esempio credo anche di aver educato mio figlio.
Riguadagnando in autostima.
Un piccolo passo per un bimbo, un grande passo per la paternità.
Fase lavaggio-asciugaggio-vestizione creatura.
Impegnativa ma tutto liscio.
Fino a quando Fede scorge il vicino di panca.
Lo indica e sbotta: "Signole ciccione!"
Avrei voluto sprofondare.
In millesimi di secondo a chiedermi dove avessi sbagliato, quali mancanze, che cattivi insegnamenti.
"Signore" a un giovane di neanche vent'anni.
Quando capita a me, oggi che ne ho quaranta, mi immalinconisco ancora di brutto.
Figuriamoci a un ragazzo di venti.
Gli ho chiesto scusa naturalmente.
E coll'esempio credo anche di aver educato mio figlio.
Riguadagnando in autostima.
Un piccolo passo per un bimbo, un grande passo per la paternità.
sabato 7 settembre 2019
Puffperbacco!
"Guarda che bravo!" - pensavo - "Ha finalmente cominciato a giocare da solo".
E lo vedevo far fare la lotta ai puffi, dando vita a duelli epici e risse concitate.
Come me 35 anni fa: stessi puffi stessi giochi da maschietti.
Poi un giorno guardo bene e vedo che anziché farli scazzottare li sta facendo accoppiare selvaggiamente tra loro e le risse altro non sono che orge dionisiache.
Con Gargamella che guarda (vecchio porco!) e Grande Puffo che dirige.
Nulla contro.
Sarò felice se sarà felice.
Mi sembra solo un po' prematuro.
Insomma, qualcuno ha una puffetta da prestarmi?
E lo vedevo far fare la lotta ai puffi, dando vita a duelli epici e risse concitate.
Come me 35 anni fa: stessi puffi stessi giochi da maschietti.
Poi un giorno guardo bene e vedo che anziché farli scazzottare li sta facendo accoppiare selvaggiamente tra loro e le risse altro non sono che orge dionisiache.
Con Gargamella che guarda (vecchio porco!) e Grande Puffo che dirige.
Nulla contro.
Sarò felice se sarà felice.
Mi sembra solo un po' prematuro.
Insomma, qualcuno ha una puffetta da prestarmi?
lunedì 2 settembre 2019
Bianco filamento
Ora che ho raddrizzato i denti sotto sono andato in fissa per lo spazio tra gli incisivi sopra.Irene dice che è una fessurina, a me pare una voragine.
Ma l'altro giorno allo specchio ho notato che se ci lascio sospesa un po' di saliva a mo' di stucco la spazio scompare.
Questo significa non poter parlare ed evitare di inspirare per non deglutire il bianco filamento.
Perciò, se nei prossimi giorni mi metterò in vostro silenzioso ascolto con la bocca a culo di gallina e la faccia che si fa via via più paonazza è solo per guadagnare in apparenza.
E perdere in dignità.
La chiamano 'crisi dei quaranta'.
Ci sono dentro in pieno.
Ma l'altro giorno allo specchio ho notato che se ci lascio sospesa un po' di saliva a mo' di stucco la spazio scompare.
Questo significa non poter parlare ed evitare di inspirare per non deglutire il bianco filamento.
Perciò, se nei prossimi giorni mi metterò in vostro silenzioso ascolto con la bocca a culo di gallina e la faccia che si fa via via più paonazza è solo per guadagnare in apparenza.
E perdere in dignità.
La chiamano 'crisi dei quaranta'.
Ci sono dentro in pieno.
giovedì 29 agosto 2019
Lapsus in fabula
"Quella sulla 'donna della mia vite' non mi era piaciuta proprio"
"Lo so, è da una settimana che tieni il muso e saluti in malo modo. Possiamo tornare a darci la buona giornata da bravi cristiani?"
"Ok, però tu non dire più che bevi a causa mia"
"Promesso. Ora posso andare al lavoro più sereno. Ciao Amaro..."
"Scusa?"
"Amore, volevo dire Amore"
"Vaffanculo".
"Lo so, è da una settimana che tieni il muso e saluti in malo modo. Possiamo tornare a darci la buona giornata da bravi cristiani?"
"Ok, però tu non dire più che bevi a causa mia"
"Promesso. Ora posso andare al lavoro più sereno. Ciao Amaro..."
"Scusa?"
"Amore, volevo dire Amore"
"Vaffanculo".
martedì 27 agosto 2019
Estremi saluti
I saluti sono un momento importante di ogni relazione, forse IL momento importante.
Soprattutto se definitivi.
Tipo quelli di fine-vacanze in spiaggia.
In Liguria poi.
Ultranovantenni tutt'intorno.
Io, con in braccio Fede, raccolgo giochi sparsi da sotto la sdraio.
"Allora ve ne andate?"
"Sì, partiamo tra poco"
"All'anno prossimo allora!"
"Non credo"
"Ah, non tornerete?"
"Noi sì".
Soprattutto se definitivi.
Tipo quelli di fine-vacanze in spiaggia.
In Liguria poi.
Ultranovantenni tutt'intorno.
Io, con in braccio Fede, raccolgo giochi sparsi da sotto la sdraio.
"Allora ve ne andate?"
"Sì, partiamo tra poco"
"All'anno prossimo allora!"
"Non credo"
"Ah, non tornerete?"
"Noi sì".
lunedì 26 agosto 2019
Lo scherzo è bello
Poco fa in spiaggia ho assistito allo scherzo del secolo.
Spoilero subito che gli amici del malcapitato erano tutti d'accordo e fingevano stupore tanto quanto il malcapitato al momento degli eventi.
Che sono i seguenti: un bimbo intorno ai 5-6 anni corre verso una compagnia di vitelloni da battigia, del tipo sciupafemmine abbronzati sulla quarantina. Il bimbo si dirige verso uno di loro e comincia a urlare "Papà! Papà!". Si getta al collo della vittima e lo abbraccia. Segue sguardo stupito della vittima. Segue ragazza sulla trentina che raggiunge il bimbo alle spalle e dice allo sciupa: "Ciao Luca, ti ricordi di me? Saran passati sei anni...". Istanti di silenzio elettrico e poi uno della compa, quello che riesce meno a trattenersi, scoppia in una risata ienesca che finisce col contagiare tutti.
Guardo Irene mentre sorrido solcato da un rivolo di sudore: "Non è che a te ha preso la mano e stai tirando avanti lo scherzo da tre anni e mezzo, vero?"
Spoilero subito che gli amici del malcapitato erano tutti d'accordo e fingevano stupore tanto quanto il malcapitato al momento degli eventi.
Che sono i seguenti: un bimbo intorno ai 5-6 anni corre verso una compagnia di vitelloni da battigia, del tipo sciupafemmine abbronzati sulla quarantina. Il bimbo si dirige verso uno di loro e comincia a urlare "Papà! Papà!". Si getta al collo della vittima e lo abbraccia. Segue sguardo stupito della vittima. Segue ragazza sulla trentina che raggiunge il bimbo alle spalle e dice allo sciupa: "Ciao Luca, ti ricordi di me? Saran passati sei anni...". Istanti di silenzio elettrico e poi uno della compa, quello che riesce meno a trattenersi, scoppia in una risata ienesca che finisce col contagiare tutti.
Guardo Irene mentre sorrido solcato da un rivolo di sudore: "Non è che a te ha preso la mano e stai tirando avanti lo scherzo da tre anni e mezzo, vero?"
mercoledì 21 agosto 2019
Ancora un attimo
Qualcuno deve aver detto a Irene di Ibiza (premio Infame estate 2019).
Ora siamo al mare insieme e non si fida più.
E ricorre a Federico per sgamarmi.
Al suo infantile candore nel dire sempre la verità.
Me lo appiccica addosso tutto il tempo così da poterlo poi interrogare.
"Dove siete stati? Con chi? Cosa ha fatto papà? Ha detto qualcosa?"
Tocca ricorrere a mezzucci per sfangarla.
Tipo portare Fede a vedere anziani che giocano a bocce in spiaggia poco lontano da una milfona in generoso topless.
"Dove siete stati?""Al male a vedele nonni giocale"
"Con chi?"
"Io e papi"
"Cosa ha fatto papà?"
"Niente. Guadava bocce"
"Ha detto qualcosa?"
"'Ancora un attimo' anche se paltita finita da tanto"
Ora siamo al mare insieme e non si fida più.
E ricorre a Federico per sgamarmi.
Al suo infantile candore nel dire sempre la verità.
Me lo appiccica addosso tutto il tempo così da poterlo poi interrogare.
"Dove siete stati? Con chi? Cosa ha fatto papà? Ha detto qualcosa?"
Tocca ricorrere a mezzucci per sfangarla.
Tipo portare Fede a vedere anziani che giocano a bocce in spiaggia poco lontano da una milfona in generoso topless.
"Dove siete stati?""Al male a vedele nonni giocale"
"Con chi?"
"Io e papi"
"Cosa ha fatto papà?"
"Niente. Guadava bocce"
"Ha detto qualcosa?"
"'Ancora un attimo' anche se paltita finita da tanto"
martedì 20 agosto 2019
Prendiii il codinooo!
Al settimo giro di giostra non ce l'ho fatta più e l'istinto paterno ha preso il sopravvento.Ho strappato io il codino dal pupazzetto svolazzante e ho trasformato il singhiozzare di Federico in sorriso di pura gioia.
Pianti degli altri bimbi intorno, sguardi di disapprovazione degli adulti, Irene che finge di non conoscermi, la tizia dentro lo stabbiotto che al microfono dice: "Così non si fa. Bambini non imparate da quel signore".
Viaggio di ritorno a casa in assordante silenzio: Federico addormentato, Irene muta e torva, io rimuginoso su quanto successo.
"Che non mi sappia controllare? Che sia quel tipo di papà che a bordo campo insulta l'arbitro e fa rissa pur di difendere il figlio?"
Tra tanti dubbi la consolazione notturna: Fede, di solito avvinghiato alla mamma, rotola nel letto verso di me e bofonchia nel sonno "Papi".
Oggi in spiaggia boccette truccate per farlo vincere (basta appesantirle con un po' d'acqua per renderle imperturbabili al vento) e biglie degli altri manomesse per farli perdere (basta rigarne la superficie per aumentare l'attrito con la sabbia).
"Papi".
Pianti degli altri bimbi intorno, sguardi di disapprovazione degli adulti, Irene che finge di non conoscermi, la tizia dentro lo stabbiotto che al microfono dice: "Così non si fa. Bambini non imparate da quel signore".
Viaggio di ritorno a casa in assordante silenzio: Federico addormentato, Irene muta e torva, io rimuginoso su quanto successo.
"Che non mi sappia controllare? Che sia quel tipo di papà che a bordo campo insulta l'arbitro e fa rissa pur di difendere il figlio?"
Tra tanti dubbi la consolazione notturna: Fede, di solito avvinghiato alla mamma, rotola nel letto verso di me e bofonchia nel sonno "Papi".
Oggi in spiaggia boccette truccate per farlo vincere (basta appesantirle con un po' d'acqua per renderle imperturbabili al vento) e biglie degli altri manomesse per farli perdere (basta rigarne la superficie per aumentare l'attrito con la sabbia).
"Papi".
lunedì 19 agosto 2019
Complicidad
Stamattina Irene e Fede sono partiti per il mare.
Li ho salutati con le lacrime trattenute e la voce rotta: “Già mi mancate. Tempo di sistemare alcune cose di casa e venerdì vi raggiungo”.
Poi ho chiuso la porta e ho prenotato un last minute per Ibiza.
Torno giovedì sera.
Le piante dovrebbero resistere per quattro giorni.
Il gatto anche.
Quando mi chiamerà al telefono, dirò che quello di sottofondo è il rumore del mare su Spotify per sentirli più vicini. Seguirà mio selfie in primo piano con tanto di broncio e naso ustionato.
Se in discoteca, farò segno al deejay di abbassare come concordato a inizio nottata.
Lo scrivo qua perché tanto Irene non legge il mio blog.
E perché voi, in sua futura presenza, non facciate qualche gaffe mettendomi in difficoltà.
Gracias por la complicidad ;-)
Li ho salutati con le lacrime trattenute e la voce rotta: “Già mi mancate. Tempo di sistemare alcune cose di casa e venerdì vi raggiungo”.
Poi ho chiuso la porta e ho prenotato un last minute per Ibiza.
Torno giovedì sera.
Le piante dovrebbero resistere per quattro giorni.
Il gatto anche.
Quando mi chiamerà al telefono, dirò che quello di sottofondo è il rumore del mare su Spotify per sentirli più vicini. Seguirà mio selfie in primo piano con tanto di broncio e naso ustionato.
Se in discoteca, farò segno al deejay di abbassare come concordato a inizio nottata.
Lo scrivo qua perché tanto Irene non legge il mio blog.
E perché voi, in sua futura presenza, non facciate qualche gaffe mettendomi in difficoltà.
Gracias por la complicidad ;-)
lunedì 5 agosto 2019
In debito
Consegna dei diplomi.Momento informale dopo la cerimonia ufficiale.
Capannelli di persone, risate, relax.
Dopo giorni di ansie e prestazioni, finalmente un po' di leggerezza.
E di sincerità.
"Proffe, posso disturbarla un attimo?"
"Figurati! Allora, soddisfatto?"
"Sì, molto"
"Bene, spero di aver contribuito in qualche modo"
"Le sono debitore"
"Adesso, non esageriamo..."
"Ma anche Lei lo è"
"Se intendi che ogni docente cresce insieme ai propri studenti, indubbiamente..."
"Intendo i 10 euro che le avevo prestato un giorno per la benzina"
"Urco, sicuro?"
"Era il 26 marzo"
"Anche la data!"
"Del 2016"
"Anche l'anno! Strano, con la memoria non sei mai stato forte. Infatti anche all'orale dell'esame..."
"Quindi?"
"Tieni"
"Grazie. Se e quando dovesse aver bisogno, conti su di me"
"Vedo altri tuoi compagni che vogliono salutarmi. Dovrei ricordarmi qualcosa?"
"Non lo so, con la memoria non sono mai stato forte"
Capannelli di persone, risate, relax.
Dopo giorni di ansie e prestazioni, finalmente un po' di leggerezza.
E di sincerità.
"Proffe, posso disturbarla un attimo?"
"Figurati! Allora, soddisfatto?"
"Sì, molto"
"Bene, spero di aver contribuito in qualche modo"
"Le sono debitore"
"Adesso, non esageriamo..."
"Ma anche Lei lo è"
"Se intendi che ogni docente cresce insieme ai propri studenti, indubbiamente..."
"Intendo i 10 euro che le avevo prestato un giorno per la benzina"
"Urco, sicuro?"
"Era il 26 marzo"
"Anche la data!"
"Del 2016"
"Anche l'anno! Strano, con la memoria non sei mai stato forte. Infatti anche all'orale dell'esame..."
"Quindi?"
"Tieni"
"Grazie. Se e quando dovesse aver bisogno, conti su di me"
"Vedo altri tuoi compagni che vogliono salutarmi. Dovrei ricordarmi qualcosa?"
"Non lo so, con la memoria non sono mai stato forte"
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