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mercoledì 17 marzo 2021
Non è ancora tornata
Gasarsi davanti ai morti
domenica 28 febbraio 2021
Precoce
Sono di là che lavoro.
giovedì 25 febbraio 2021
"Cazzo fate?" e del come il Covid condizioni la psiche
Ci vediamo ieri
Fede confonde domani con ieri.
A livello di linguaggio proprio.
Tipo “Domani ho mangiato la torta” o “Il giorno prima di domani sono andato all’asilo”.
All’inizio sorvolavo, imponendomi almeno con lui di non fare il professore pedante.
“A tempo debito c’arriverà da solo” mi dicevo.
Stamattina non ho resistito e gli ho imposto una lezioncina sull’uso corretto degli avverbi di tempo in italiano.
“Sei tu che non capisci, papà. Quando io dico ‘Domani ho mangiato la torta’ intendo sostenere che le azioni del passato hanno un’inevitabile ripercussione su quelle del futuro. Ad esempio, se ho mangiato la torta e non l’ho digerita, stai pur certo che domani ci penserò due volte prima di mangiarne un’altra. Ieri e domani sono strettamente interconnessi. Al punto che l’oggi non esiste, o meglio esiste solo in quanto effimero momento di raccordo tra ciò che è già stato e ciò che quindi sarà”.
Gli ho chiesto praticamente scusa.
Mi ha quasi convinto.
Roba da rinnegare quanto creduto fino a ieri. O domani?
E chi ci capisce più niente.
Ma oggi non ci voglio pensare.
Anche perché l’oggi non esiste.
giovedì 21 gennaio 2021
Non generalizziamo
È notizia di ieri di un professore beccato fare sesso dai suoi studenti perché si era scordato di spegnere la telecamera del pc una volta finita la lezione on line.
Ecco, non vorrei che i miei ragazzi generalizzassero e mitizzassero.
Alla fine delle parole
Il senso di ognuno per la neve
Farfallo
domenica 27 dicembre 2020
Proud of him
Scena: mamma Irene, Fede e cuginetta ospite che fanno i biscotti mentre scelgono una canzone a testa su Spotify (io sullo sfondo litigo coll'assemblaggio dei regali-gioco di S. Lucia).Comincia mamma Irene e mette uno scanzonato Jingle Bell Rock per creare atmosfera.
È il turno della cuginetta che sceglie le zuccherose melodie di Rapunzel della Disney.
Tocca a Fede e piazza London Calling dei Clash.
Così, senza senso (almeno per gli altri).
lunedì 14 dicembre 2020
Care vecchie paure
Adesso anche la nebbia, un tempo fantomatico mistero, mi appare un muro appiccicaticcio di particelle virali, che da incorporee han deciso di rendersi minacciosamente visibili.
venerdì 13 novembre 2020
Che bel fiore
Che fare?
La scorsa primavera il lockdown mi colse alla sprovvista.
Stavolta no.
Per quanto ancora
“Papi”
“Sì?”
“Andrà avanti ancora tanto?”
“Non lo so, Fede, non lo so. Diciamo che il virus Coronello - te lo ricordi? - si sta rivelando un avversario duro da battere”
“Mi riferivo alla mamma”
giovedì 15 ottobre 2020
Sotto un accento sbagliato
Un po' pattume, un po'...
domenica 11 ottobre 2020
Colti in castagna
venerdì 18 settembre 2020
It's time for truuuth...
Ho fatto uno strano sogno.
domenica 13 settembre 2020
Bulli al sole
giovedì 3 settembre 2020
Che suo padre comprò
lunedì 17 agosto 2020
Imparerai
Imparerai che nella vita, più che il lusso, conta ciò che resta alla fine del riflusso.
Imparerai anche che tuo padre a volte dice frasi apparentemente profonde che in realtà non significano un cazzo.
venerdì 31 luglio 2020
Sindaco vs Morte
Premessa: Federico mesi fa, in epoca pre-Covid, aveva fatto con l'asilo una "gita" in comune a conoscere il sindaco, nell'occasione presentato come colui che si occupa dei problemi del paese.
Stamattina al risveglio.
Lugubre leit motiv da un mesetto a questa parte con novità finale.
"Papà?"
"Dimmi"
"Ma io non voglio morire"
"Buongiorno anche a te. Comunque nemmeno io voglio morire"
"Allora dopo chiamiamo il sindaco e gli chiediamo di fare qualcosa".
giovedì 23 luglio 2020
Anonima sorda
Tipo Anonima Sequestri anni '80.
Non è che mi stessi annoiando e, dai, vediamo l'effetto che fa.
È che mia cognata, in pieno parchetto pubblico, a un certo punto mi chiede di recuperare, lei impegnata con le altre figlie, la più piccola addormentata nel passeggino.
Vado, scorgo due gambine penzoloni, prendo e mi muovo.
"Aiuto! Aiuto! Vogliono rapire mio figlio!" sbraita una.
Alzo lo sguardo pronto a placcare il malintenzionato.
Dagli sguardi capisco che il malintenzionato sono io.
Tra gli sguardi quello di mia nipote, la più piccola, quella che dovevo recuperare.
Faccio due più due e mollo istintivamente la presa.
La stradina è leggermente inclinata.
"Aiuto! Aiuto! Vogliono uccidere mio figlio!" sbraita la stessa.
Alzo lo sguardo pronto a placcare il malintenzionato.
Bene e male convivono nella stessa persona.
E non è sempre facile capire il confine.
Spesso lo si capisce dopo.
lunedì 13 luglio 2020
Okkupatooo!
A un certo punto della serata chiedo di andare in bagno.
Uno shock visivo: il water non era scontatamente in fondo vicino alla finestra ma subito dopo la porta. Attaccato praticamente. Come nei pub.
Ok, non era una turca da pub ma la distanza water-stipite era pari a quella dei bagni da birreria. Minima.
Quanto basta per non chiudere a chiave e premere con la suola (col piede pigiato in avanti o appoggiato all’indietro a seconda della postura) perché nessuno possa entrare.
Quanti ricordi di quante serate.Chiudere a chiave faceva fighetta sfigato, urlare “Okkupatooo!” e respingere a scarpate faceva vissuto figo.
Che è poi il motivo per cui ho sbattuto la porta in faccia al figlio della coppia quando ha cercato di entrare per lavarsi i dentini.
E più il bimbo spingeva, più io respingevo.
Fino a quando è scoppiato a piangere e l’ho sentito sbattere la porta della cameretta.
Non che la cosa mi turbasse: troppo calato ormai nel me ventenne in quel lontano contesto di fumi, pinte e cessi alla Trainspotting.
Tanto da lasciare volutamente qualche goccia sul bordo della tazza, gettare un mozzicone al centro perché galleggiasse nel giallognolo stagnante e scrivere una frase porca sull’asse con annesso numero di telefono.
Poi sono tornato di là a riprendere la conversazione sulla fragilità emotiva delle nuove generazioni e sull’essere genitori oggi.
martedì 30 giugno 2020
Insomma
"Papà, ma dalla morte si guarisce?"
"Insomma"
"Cosa vuol dire 'insomma'?"
"Vuol dire 'no'"
"È un simonimo? Come 'orso bianco' e 'orso polare'?"
"Si dice si-no-nimo. E: no, non è un sinonimo"
"Allora perché non hai detto subito 'no'?"
"Perché a volte si preferisce non dire le cose subito per non ferire"
"Ma dalle ferite si guarisce, vero?"
"Insomma"
"Nooo? Ma il mio taglio sotto il piede è guarito!"
"Infatti. Quell''insomma' voleva dire 'dipende'"
"Ma 'insomma' vuol dire 'no' o 'dipende'? Non ci capisco più niente! Voi grandi non potete dire le cose subito?"
"Insomma".
domenica 14 giugno 2020
Hai ragione
Fede mi ha guardato spalancando gli occhietti e mi ha chiesto: “Come mai tutta questa gente a bere mentre io non posso nemmeno entrare al parchetto-giochi?”.
“Hai ragione”.
Un attimo dopo eravamo al bancone, con lui che non capiva e io che capivo progressivamente meno.
Effetti collaterali della Didattica a Distanza
“Sì”
“Non male per un bimbo di quattro anni. Mi ricorda tanto un pittore spagnolo del secolo scorso; un pittore che con le sue colorate composizioni geometrico-astratte voleva rappresentare...”
“Juan Miró intendi?”
“Scusa...? Perché? Lo conosci?”
“Sì, anche se indirettamente. E poi lui si sarebbe definito catalano e non spagnolo. L’ho letto in una biografia a dire il vero incentrata su Salvador Dalì”
“Perché? Sai anche leggere?”
“Sì”
“E da quando tutte queste capacità?”
“Competenze, padre, competenze. Da quando tu sei impegnato nella stanzetta in fondo con le video-lezioni, mamma altrettanto in camera e io solo qua nella living room ho vinto la sensazione di abbandono cimentandomi in qualcosa”
“Soldatini e macchinine no?”
“No”
“Non ti nego che in parte sono fiero e in parte mi sento in colpa”
“Scisso tra orgoglio parentale e subconscio reo”
“Anche Freud?”
“Sì, anche Freud. Se hai due minuti e vuoi sdraiarti...”
“No, no, grazie. Tra poco ho un’altra video-lezione... Sono senza parole”
“Afasico si dice”.




















