Nominato da nessuno nonché reduce dall'ennesimo momento imbarazzante, elenco a seguire le 10 figure di melma che hanno segnato la mia vita:
- "Uèlla... Di nuovo incinta, eh?". "No".
- "Ùrco, guardate quella... Stagionata ma... Chissà che numeri che fa!". "È mia mamma".
- "Che coincidenza: giusto ieri ho intravisto il tuo vecchio al supermercato e mi sei venuto in mente". "È morto 5 estati fa".
- "Bello il tuo nuovo appartamento. A parte quel quadro lasciato dai precedenti inquilini". "L'ho dipinto io".
- "Oh ragazzi... La prossima volta che veniamo a cena da Massi, ricordiamoci di evitare scrupolosamente il dolce: la peggior torta di mele che abbia mai...". "L'ho fatta io".
- "Allora ci vediamo stasera. Buona giornata!". "Buona giornata a te. Ma non ti stai dimenticando qualcosa prima di uscire?". (bacetto al risveglio dato... fiorellini sul tavolo messi... abbraccio sull'uscio fatto... Che diavolo...? Oh cazzo, oh cazzo... "È stata una settimana piena. Sai, la fine della scuola: le ultime verifiche, i voti, gli scrutini... Ma ti prometto che stasera usciamo a cena per il nostro anniversario! Auguri amore!". "Direi che non è il caso di anticiparlo di tre mesi. Volevo solo ricordarti di portar giù il secchiello dell'umido".
- "Ciao Davide, come sei cresciuto!". "Eh già... È parecchio infatti che non vi vedete tu e la mamma". "Sì, ci siamo perse un po' di vista". "Capita. E quello è l'ultimo dei tuoi figli? Quello piccolo che portavi ogni tanto a casa nostra? Mi ricordo quando giocavamo insieme a...". "È il mio compagno".
- "Sìììì... Sììì... Così... Così... Sei fantastica Claudia... Monia, volevo dire Monia!".
- Dopo 3 ore di sfiancante shopping compulsivo, un mio disperato tentativo di scacco matto: "Questo! Questo è perfetto! Ti sta benissimo!". "È quello che indossavo quando siamo usciti...".
But the winner is:
- inferocito per la brusca interruzione della tanto agognata pennichella pomeridiana, schizzo ancora intorpidito sul balcone per annunciare alla comunità il mio disappunto: "E se abbassassimo un po' il volume magari?". File di sguardi all'insù come in una coreografia di Broadway con il "casinista" che riprende più sommessamente: "L'eterno riposo dona a lui, o Signore...".
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