Irene deve aver deciso, senza dirmi niente prima, di impegnarsi di brutto e superarmi nel nostro personale campionato delle figure di melma.
Eravamo seduti sui gradoni del sagrato di una chiesetta di montagna abbastanza sperduta e dall'aria trascurata.
Sarà stato il contesto o non so cosa, ma mi sono fatto all'improvviso più mogio e pensieroso.
Al che Irene ad alta voce: "Oh, che aria da funerale!".
Nello stesso istante si è spalancato il portone della chiesa e un nugolo di persone vestite di nero ha cominciato a passarci accanto con passo lento e affranto.
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