Da un po’ di tempo, un po’ troppo tempo, andando a nanna per ultimo arrivo in camera che me lo ritrovo nel lettone.
Gli accordi iniziali non erano questi; anzi, era stata proprio Irene la più risoluta: vada per le primissime volte, la curiosità dell’inizio, l’effetto-novità, ma poi ognuno al proprio posto.
Invece non riesce a liberarsene: è più forte di lei, praticamente una dipendenza.
Infatti eccolo lì adagiato nel mezzo con lei poco distante che tende un braccio a non volerlo abbandonare neanche nel sonno.
Io non posso far altro che infilarmi quatto quatto sotto le lenzuola senza nulla spostare.
L’ho fatto una volta e ne ho pagato le conseguenze: un muso lungo durato giorni perché al risveglio non era più al suo fianco.
Il problema nasce però nel cuore della notte quando muovendomi finisco involontariamente col sovrappormici o ritrovarmelo letteralmente tra i piedi.
La scorsa notte, dopo che mi si è conficcato tra le scapole, non c’ho più visto… Mi sono alzato di scatto, l’ho afferrato e l’ho scaraventato dove dovrebbe stare: sul comodino insieme agli altri stramaledetti cataloghi Ikea!
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