Treno per Bergamo.
Una vita che non lo prendo.
Di fronte a me una scena triste, al limite dell'incivile.
Due punkabbestia insultano e spintonano un anziano controllore per il solo fatto di aver chiesto loro i biglietti.
Nessuno che interviene (e il vagone è abbastanza affollato), tutti zitti, sguardi bassi sul cellulare.
E sì che sono solo due, e sì che hanno torto marcio.
Ognuno semplicemente preferisce ignorare e continua a digitarsi i fatti propri.
Anche adesso che sto scrivendo al volo questo post prevale l'omertà.
È la vittoria della barbarie individualista sul senso di comunità.
Dove andremo a finire non so.
Adesso lo cerco su Google Maps.
Post più popolari
-
Non mi riesce più di vedere i cartoni con Federico. Ad essere precisi un cartone: Peppa Pig. Non è un discorso di qualità (i protagonisti ...
-
Stamattina Fede ha avuto il primo durello della sua vita. Ho provato tanta tenerezza. "Papi, pecchè?" "Perché è normale pe...
-
La scorsa notte mi ha portato consiglio: ho deciso che metterò al mondo un figlio. Non per un animalesco istinto di perpetuare la specie o p...
-
Scegliete la realtà scegliete la prevedibilità scegliete la monotonia scegliete le abitudini scegliete un maxi comfort zone del cavolo scegl...
-
Post-piscina. Spogliatoio maschi. Fase lavaggio-asciugaggio-vestizione creatura. Impegnativa ma tutto liscio. Fino a quando Fede scorge i...

Nessun commento:
Posta un commento