Visita di famiglia a un defunto.
Un nugolo di persone in silenzio, qualcuno che rompe il ghiaccio, ricordi sussurrati, commozione.
Anche le nipotine, immerse fino a dieci minuti prima nei giochi di casa, sembrano capire per la prima volta che c'è un momento nella vita in cui il gioco si interrompe. Definitivamente.
A un certo punto la più piccola mi affianca mentre sono in raccoglimento davanti al feretro.
La guardo e penso a quanto possa essere confusa in mezzo a tanti musi lunghi.
Chissà quali domande insolubili le ronzano per la testa.
Mi prende la mano, fissa la bara (o almeno quello che riesce a vedere in punta di piedi) e con gli occhi rossi sul punto di evacuare mi chiede "Pecché siamo qui? Quando tutto finisce?".
"Belle domande. Soprattutto la seconda. Sai, non siamo noi a deciderlo".
"Voglio sapere quando tutto finisce!".
"Sei troppo piccola per capire".
"Dimmelo!".
"Allora, da dove comincio... C'è chi dice che ce ne andiamo quando il Signore lo decide e chi dice che ce ne andiamo quando il nostro corpo smette biologicamente di funzionare. Pensa che nell'antichità credevano...".
"Zio, bastaaaa… Voglio solo sapere quando tutto finisce che comincia Peppa Pig!".
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