Fede detesta i finocchi crudi dell'orto del nonno.
Io detesto i finocchi crudi dell'orto del nonno.
Tuttavia, quando la mamma li propina a lui ("Perché contribuiscono a una dieta multinutritiva"), li propina anche a me.
Che devo mangiarli, fingere di apprezzarli e convincere Fede a fare altrettanto ("papà-testimone" dice Irene).
Ma proprio il ruolo di papà, finalmente a me chiaro ("papà-testadicazzo"), mi ha spinto da un mesetto a dire pubblicamente a tavola: "Certo che fanno schifo!", "Purtroppo ce li dobbiamo tenere", "Dovrebbero tornare da dove sono venuti".
Da una settimana Fede ha cominciato pubblicamente a rifiutarli, a gettarli sul pavimento, a farli sparire dal frigo, a sabotarli nell'orto del nonno.
Irene ha accusato me di sdoganamento dell'odio finocchiale.
Io, dopo averle dato della "buonista benpensante radical chic hai mai ospitato dei finocchi crudi sul balcone di casa?", ho negato l'esistenza di qualsivoglia nesso tra le mie parole e i comportamenti di Federico.
Dopodiché ho guardato la creatura: "Direi che anche per i cavoletti di Bruxelles la pacchia è finita!"
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